La progettazione e la realizzazione protesica guidata in chirurgia e protesi implantare

Odt. Stefano Biacchessi , Dott. Umberto Pratella
feb. 4, 2008, 6 p.m.

Tutti i casi riabilitativi, dai più semplici ai più complessi, necessitano di una sequenza operativa precisa e prestabilita, scandita in fasi che sono i protocolli di esecuzione.


Punto cruciale di questa concatenazione è la fase di partenza, quella diagnostica, nella quale possiamo prefigurare l’esito protesico finale e la predicibilità del nostro operato nel tempo.


Se valutiamo la possibilità implantologica le condizioni non cambiano in quanto la componente chirurgica è solo un aspetto della riabilitazione protesica.

In questa ottica le indagini diagnostiche (analisi dei modelli di studio e dell’occlusione di partenza, ceratura diagnostica, costruzione di stents radiologici, esami TAC, analisi biomeccanica, studio della componentistica provvisoria e definitiva, analisi dei rischi chirurgici e protesici) sono e devono essere in grado di fornire in anticipo una visione della riabilitazione finale, possibilmente senza incorrere durante l’esecuzione in problematiche inattese.


E’ poi necessario poter trasportare lungo tutto l’iter del piano di trattamento le informazioni raccolte e simulate in fase di studio tramite la trasformazione delle mascherine radiologiche, l’uso di software dedicati per lo studio dell’esame TAC, il monitoraggio di tutte le fasi di laboratorio rispetto al progetto iniziale, l’uso di materiali e strumenti che rientrino nei nostri protocolli.


Per poter compiere questi steps è indispensabile una strettissima collaborazione tra il clinico e l’odontotecnico tramite l’acquisizione di rigorosi codici di comunicazione e di scambio dei dati.
Tutto questo ha anche lo scopo di riabilitare correttamente il caso dal punto di vista funzionale, estetico, biomeccanico e di renderlo mantenibile igienicamente.