
Gli impianti post-estrattivi: stato dell’arte
aprile 26, 2010, 6 p.m.
Gli impianti post-estrattivi rappresentano un moderno approccio terapeutico implantare che tuttavia non può essere applicato di routine in tutti i casi clinici e necessità di un iter diagnostico-decisionale. Il clinico spesso si trova di fronte al dubbio di mantenere un elemento dentale o sostituirlo utilizzando la soluzione implanto-protesica.Possono talvolta sorgere dubbi quando la scelta deve essere posta su un singolo elemento dentale compromesso endodonticamente e coronalmente, in un paziente ASA 1-2 e senza peculiari patologie delle mucose o del parodonto.La possibilità di eseguire una corretta ricostruzione post-endodontica, biologicamente idonea è il primo elemento valutativo.La successiva discriminante riguarda il sistema canalare. Recenti evidenze scientifiche danno valide indicazioni di successo a seconda se ci si trova di fronte a trattamenti o ritrattamenti endodontici, con o senza la presenza di lesioni peri-apicali.Se viene eseguita una corretta fase diagnostica terapeutica, vengono riportate elevate percentuali di successo con le terapie convenzionali rappresentate da endodonzia ricostruttiva e protesi, tuttavia se la terapia endodonticha e la ricostruzione coronale risultassero non eseguibili, la naturale strada terapeutica da considerare è quella dell’implanto protesi.Bisogna inoltre valutare clinicamente l’eventuale necessità di interventi ortodontici pre-implantari.Nei settori frontali il clinico dovrà eseguire una diagnosi pre-chirurgica molto attenta e approfondita valutando le alternative terapeutiche possibili, prima di proporre una soluzione implantologica.L’approccio implantare nei settori ad alta valenza estetica presenta ancor oggi delle limitazioni soprattutto estetiche. Un moderno approccio implantare prevede spesse volte un piano di trattamento articolato con fasi ricostruttive dei tessuti duri e molli che in molti casi clinici controindicano il carico funzionale immediato dell’impianto.Nei settori latero-posteriori le limitazioni sono soprattutto chirurgico-operative per la difficoltà di ottenere una soddisfacente stabilità primaria dell’impianto soprattutto nei settori molari.Alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche si può affermare che, in casi selezionati, gli impianti post-estrattivi rappresentano una valida e predicibile opzione terapeutica.